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Oltre 25.000 oggetti: attrezzature, suppellettili, usanze e mestieri di un mondo che non c’è più, ma c’è stato fra il 1516 e il 1918 anno di annessione all’Italia di questo territorio. Aperto tutti i giorni feriali e festivi orario continuato dalle 9 alle 18.00 – Lunedi chiuso.
Tikets al bar del ristorante. Per altre info:
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In tutto il paese di Aiello e dintorni potete perdervi tra le bellissime meridiane, da quelle storiche a quelle moderne. Si consiglia di iniziare la visita partendo dal parco delle meridiane all’interno del Museo della Civiltà Contadina.
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La Torre è ciò che rimane di un fortilizio patriarcale che la gente chiama “Il Castello”. Ha avuto molti proprietari e molti usi: fabbrica, asilo e ospedale da campo. Oggi è una casa vacanze, per chi la visita non mancheranno le storie da farsi raccontare!
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La Centa di Joannis è sorta nel Medioevo come recinto di difesa. Conserva due edifici, la Canipa e la Casa del Curato, tipici esempi di architettura rurale di quel periodo. Sono visibili inoltre i resti dell’antica chiesa di Sant’Agnese con il cimitero, racchiusi da mura, e la cappellina di Santa Lucia, il tutto immerso nella verde campagna tra le rose.
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Queste linee difensive furno edificate dagli italiani durante la guerra del 15/18 e furono abbandonate il 24 ottobre 1917 durante la ritirata di Caporetto. Ebbero funzione di ospedale e di magazzini nelle retrovie del fronte del Carso, non furono mai teatro di combattimenti. Qui sotto trovate il link per individuarle.
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Questa villa del 1723 oggi è sede del Comune. È stata residenza di diverse famiglie: Toppo Wasserman, Antonini, Bisanti, Marcotti, e Chiozza. Qui è nato il giornalista Giuseppe Marcotti, uno dei primi corrispondenti di guerra. La villa si visita nei giorni feriali dalle 11 alle 13.
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Villa Pace è un gioiello tutto da scoprire, dove l’armosfera della storia si respira in ogni sala e nel grande parco. La villa è ancora abitata dalla famiglia Pace che vi accoglierà per raccontarvi le tante meraviglie di questa villa seientesca.
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Nascosta da un arco in pietra, alla sinistra della chiesa della frazione di Cavenzano, si conserva una splendida dimora contadina del ‘700 con interni originali fermi nel tempo, un vero viaggio tra storia e tradizione. Da ammirare il tipico “fogolar” friulano.
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Una residenza veneta al servizio dell’impero austriaco. La sua storia parte dai primi decenni del 1600 e si lega a molte battaglie, fu ospitato un ospedale militare per inglesi ed indiani e vi soggiornò anche il poeta Gabriele d’Annunzio.
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Usciti da S. Vito per via Palmanova poco dopo si incontra sulla destra una strada bianca; dopo circa 500 metri a sinistra c’è un sentiero che porta ad un bagolaro secolare. Una bella passeggiata o un giro in bici all’aria aperta per chi è in cerca di tranquillità.
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Villa Gorgo è una splendida villa veneta risalente al 1755, racchiusa da barchesse laterali e circondata da un parco incantevole introdotto da due gigantesche magnolie. Per la sua bellezza la Villa ha ospitato personaggi illustri e oggi fa da scenografia in diverse produzioni televisive e cinematografiche.
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Proseguendo il sentiero dopo Villa Gorgo, immergetevi nella natura con una passeggiata nel parco del torrente Torre. Un paesaggio selvativo ricco di vita che muta durante le stagioni. Nelle calde giornate d’estate potete rinfrescarvi e prendere la tintarella.
Proseguendo il sentiero dopo Villa Gorgo
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Questo particolare museo nasce nella sede dell’ex dogana austriaca, segno tangibile del confine tra il Regno d’Italia e l’Impero Asburgico dino al 1918. È visitabile ogni prima domenica del mese 10.00-13.00 / 15.00-18-00. Per altre giornate è richiesta la prenotazione.
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Questo sito, oggi tra i “Luoghi del Cuore” FAI, è stato teatro di grandi sofferenze. Ospedale militare nel 15-18, campo di concentramento nel 1943 per poi diventare caserma. Questi spazi della memoria fanno oggi parte di in un ampio progetto di recupero urbano.
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Durante il Primo conflitto mondiale venne realizzato un cimitero militare che accolse oltre un migliaio di salme sia di militari che di civili, molti dei quali morti per l’epidemia di colera che infuriò nell’estate del 1915.
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Il Cammino Verde o “Cammino del confine” si sviluppa attraverso un circuito ad anello su strade sterrate che tocca i borghi rurali di Jalmicco, San Vito al Torre, Visco e Nogaredo al Torre. Un percorso di “10.000 passi di salute – FVG in movimento”, progetto sostenuto dalla Regione Friuli Venezia Giulia.